I silenzi del canale.

Siamo in un pomeriggio d'estate in cui il caldo è opprimente. In questo piccolo angolo di Venezia, abbandonato da tutti, il silenzio è diventato il padrone.

Qui, ha preso possesso delle cose, abbracciando nella stessa luminosità dell’arancio, gli edifici, l’acqua, le barche, fino al loro riflesso nell’acqua! Si tratta di un arancio voluttuoso, intenso, estremo, che sembra circondare tutto con lo stesso sentimento, con lo stesso mistero, questo silenzio è quasi palpabile.

Prima il silenzio delle preghiere, reso da questo possente arancione sulla chiesa in fondo. Come se l'intensità del colore mostrasse l'intensità del silenzio che avvolge l'edificio con la sua forza. Dietro, un cielo di un colore indefinibile, verso il quale le preghiere sembrano salire, lente e leggere. Trovo che il punto di osservazione dal basso accentui la monumentalità degli edifici, rendendo la loro verticalità ancora più presente.

I silenzi del canale 50x50 Oil on canvas

Ma sentiamo anche il silenzio dei desideri e dei rimpianti in questo palazzo buio, in cui si sono spente le grida di gioia o di amore che echeggiavano una volta. Solo il balcone è ancora illuminato da un raggio di sole, piccolo e indiscreto che ci fa sentire la gioia che qui regnava prima.

E poi c'è il silenzio dell'attesa, con alcune barche abbandonate sul canale. Qui, il canale non fa rumore, non c’è corrente. Alcune hanno anche un aspetto spettrale e diafano, sono pervase anch’esse dall'assenza di rumore, cominciano a perdere il loro colore, il loro doppio allineamento accentua il contrasto tra i colori, un’arancio che cerca di resistere ma che pian piano inizia a svanire.

E ancora vedo il silenzio dell'assenza, reso dal blu più freddo del palazzo sulla destra. Questo blu quasi metallico mi dà l'impressione di un'assenza più dolorosa: l'edificio stesso è reso triste dall'assenza del suo proprietario. Anche in questo caso, il silenzio ha vinto e gradualmente i colori scompaiono e si staccano dal resto dell’opera.

E' il silenzio di un tempo perduto e fragile, che è stato, ma non lo è più, il colore diventa quasi pallido e le linee sono mescolate, quasi cancellate: l'architettura stessa non è più chiara come se la potenza del silenzio ne dissolvesse i contorni.

Sono le varie modalità di espressione della luce, le ombre colorate, il gioco dei colori, che danno questa impressione di mistero, di enigma.

Ci sentiamo veramente come totalmente immersi in un mondo silenzioso, dove tutto è silenzio, dove il soffio del vento si fa leggero e non si sente più. Ma nonostante il suo silenzio e la sua immobilità, il tuo piccolo angolo di Venezia lo trovo molto vivo perché è abitato e ricco di ricordi ed emozioni!

Mathilde Blanc

Albi, Francia

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